Donne e craft beer: storia, figure chiave e cambiamento in corso
La narrativa della birra come cultura maschile è una costruzione storica relativamente recente. Per secoli, la produzione di birra in Europa era principalmente un lavoro domestico femminile; la transizione verso la produzione industriale nel XVIII e XIX secolo coincise con la progressiva esclusione delle donne dal settore produttivo. Il craft beer del XXI secolo ha in parte invertito questa tendenza, ma non senza resistenze.
Le ale-wives: birra come lavoro femminile
Nell'Inghilterra medievale le alewives — donne che producevano birra in casa per il consumo domestico e la vendita locale — erano la norma, non l'eccezione. La produzione domestica di birra era un'estensione delle competenze culinarie femminili; i mercati locali di birra erano strutturati intorno a questa offerta. Lo storico dell'alimentazione Richard Unger e la storica Judith Bennett (nel volume Ale, Beer, and Brewsters in England, 1996) documentano come le donne dominassero il piccolo commercio birrario inglese fino al tardo Medioevo.
La transizione all'artigianato e poi alla produzione industriale — con la comparsa delle brew houses cittadine, l'accesso al credito bancario per acquistare macchinari, e la professionalizzazione del mestiere — coincise con criteri sociali che escludevano le donne dalle gilde e dagli apprendistati. Entro il XVI-XVII secolo, la birreria professionale era diventata un mestiere prevalentemente maschile nelle principali città europee.
Pink Boots Society
La Pink Boots Society è stata fondata nel 2007 da Teri Fahrendorf, una birraio americana con esperienza in birrifici come Steelhead e altri nel Pacific Northwest, durante la Great American Beer Festival. Fahrendorf era reduce da un'esperienza di discriminazione sistematica nel settore — in molti birrifici americani degli anni Novanta le donne erano tollerate in funzioni amministrative ma rare nelle ruoli di produzione — e volle creare una rete professionale per le donne che lavoravano nella birra.
La missione dichiarata della PBS è: assistere, educare e promuovere le donne nella professione birraria. L'organizzazione offre borse di studio per corsi di certificazione (Cicerone, Diploma in Brewing del IBD), organizza eventi di networking, e gestisce l'International Women's Collaboration Brew Day, una giornata annuale in cui birrifici di tutto il mondo producono simultaneamente una birra per cui PBS rilascia un blend di luppoli annuale e una ricetta guida. Al 2024 la PBS conta oltre 2.000 membri in 47 paesi.
Figure contemporanee
Laura Bell è presidente e CEO di Bell's Brewery (Kalamazoo, Michigan, fondata dal padre Larry Bell nel 1985), una delle più grandi e rispettate brasserie craft americane con 200.000 barili di capacità annua. Laura è entrata in azienda nel 2007 in un ruolo operativo e ha assunto la guida esecutiva nel 2018, anno in cui Larry Bell si è ritirato. La sua leadership ha attraversato il periodo della pandemia e le discussioni sull'espansione geografica del birrificio.
Kim Jordan è co-fondatrice di New Belgium Brewing (Fort Collins, Colorado, fondata nel 1991 con Jeff Lebesch), produttore della Fat Tire Amber Ale — tra le prime amber ale craft a distribuzione nazionale americana. Jordan è stata CEO dal 1991 al 2015 e ha trasformato New Belgium in un'impresa gestita dai dipendenti (Employee Stock Ownership Plan, ESOP dal 2013, poi 100% ESOP nel 2019). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la leadership imprenditoriale nella scena craft.
Annie Johnson è una birraio e giudice certificata BJCP di Chicago, nota per aver vinto il titolo di Homebrewer of the Year dell'American Homebrewers Association nel 2013 — la prima donna afroamericana a vincerlo. Johnson è cofondatrice della Beeristocrats homebrew club e sostenitrice della diversità nella cultura birraria, un tema che nel craft americano ha ricevuto attenzione crescente dal 2020 in avanti.
International Women's Collaboration Brew Day
L'IWCBD si svolge ogni anno nel mese di marzo (in prossimità dell'8 marzo). I birrifici partecipanti — centinaia in tutto il mondo — producono birre usando la stessa ricetta base e lo stesso blend di luppolo fornito dalla Pink Boots Society, adattandola poi con ingredienti locali. Il progetto ha una doppia funzione: visibilità per le donne che lavorano nella birra e documento statistico sulla distribuzione geografica della loro presenza nel settore. Nel 2024 hanno partecipato birrifici in oltre 50 paesi, inclusi mercati dove la presenza femminile nella produzione è ancora marginale.
Il confronto con le molestie: dal 2021
Nel 2021, sull'onda del movimento di denuncia delle molestie in molti settori creativi, la comunità craft birraria internazionale ha affrontato una serie di accuse pubbliche che hanno coinvolto birrifici, festival e figure di spicco. In particolare:
Negli Stati Uniti, decine di donne hanno condiviso testimonianze di molestie sessuali, comportamenti discriminatori e ambienti di lavoro ostili in birrifici di tutte le dimensioni, attraverso un thread su Twitter curato da Brienne Allan (birraio di Notch Brewing). Il fenomeno è diventato noto come il "Pink Boots Moment" nella stampa specializzata, richiamando il lavoro di Fahrendorf ma anche segnalando che vent'anni dopo la fondazione della PBS il settore non aveva risolto i problemi strutturali.
Nel Regno Unito, accuse simili hanno coinvolto alcune figure della scena craft; BrewDog ha affrontato accuse di cultura interna tossica in una lettera aperta firmata da oltre 60 ex dipendenti nel 2021, includendo segnalazioni di discriminazione di genere tra i problemi elencati.
La risposta del settore è stata disomogenea: alcuni birrifici hanno avviato revisioni interne e politiche di HR più strutturate; altri hanno ignorato le accuse. Le organizzazioni come la Brewers Association hanno aggiornato i propri codici di condotta per i festival e le conferenze.
Il quadro attuale
Le donne rappresentano tra il 15 e il 25% della forza lavoro nei birrifici artigianali americani (dati BA 2022), con variazioni significative per ruolo: più presenti in vendite, marketing e amministrazione; meno nella produzione diretta (birraio, maltatore). La tendenza è in crescita, ma l'obiettivo dichiarato dalle organizzazioni del settore è la parità nelle figure produttive, non solo in quelle di supporto.
Diversità etnica e razza nella birra craft
La questione di genere si sovrappone in Nord America con quella razziale. Il craft beer americano è demograficamente uno dei settori più non-diversi nell'industria alimentare: secondo la Brewers Association, oltre il 90% dei proprietari di birrifici craft negli USA è bianco. Il movimento Black is Beautiful — lanciato nel 2020 da Weathered Souls Brewing di San Antonio, Texas — ha ricalcato il modello dell'IWCBD: un'Imperial Stout base, distribuita gratuitamente a centinaia di birrifici, con i proventi destinati a fondi per la riforma della polizia e l'equità razziale. Nel 2020 hanno partecipato oltre 1.100 birrifici in 11 paesi. La ripetizione annuale dell'evento ha mantenuto il dibattito sulla diversità etnica nel craft americano attivo oltre il picco mediatico del 2020.
Certificazioni e percorsi di formazione
Il programma di certificazione Cicerone — l'equivalente del sommelier per la birra, con livelli da Certified Beer Server a Master Cicerone — è stato uno dei percorsi in cui la Pink Boots Society ha investito i propri fondi borse. Al 2023 esistono circa 6.000 Certified Cicerone nel mondo e una ventina di Master Cicerone, tra cui alcune donne. Il Diploma in Brewing dell'Institute of Brewing and Distilling (IBD, UK) è l'altro percorso di certificazione professionale riconosciuto internazionalmente; anche qui la PBS ha finanziato candidature femminili che altrimenti non avrebbero avuto accesso economico.
Come trovare birre di produttrici sulla mappa
La mappa non filtra per genere dei fondatori, ma i birrifici fondati o gestiti da donne sono presenti in tutte le regioni — LoverBeer (Marentino, Piemonte), Yeastie Boys (Wellington, dove la co-fondazione è mista), Kyoto Brewing (Kyoto, con leadership femminile nella direzione creativa). Cercare le birre prodotte per l'IWCBD ogni marzo è un modo concreto di supportare la scena femminile del craft; molti birrifici dichiarano la partecipazione sui propri canali.
I birrifici sulla mappa includono decine di produttori fondati o co-fondati da donne. La verifica dell'indipendenza di genere non è sempre immediata — la comunicazione dei birrifici non sempre nomina i fondatori in modo prominente — ma chiedere direttamente al personale durante una visita è la risposta più affidabile.